Giuseppe Gradella, fotografo italiano classe 1973, riesce a destreggiarsi perfettamente tra la platea di Instagram, l’industria della moda e della comunicazione, il mondo dell’arte e delle mostre fotografiche. La chiave di questa versatilità? La capacità di unire tecnica fotografica e stile altamente personale e riconoscibile.
Giuseppe si dedica sin da bambino al disegno, passione che sviluppa nel tempo assieme a quella per l’arte contemporanea. Laureato in progettazione architettonica, svolge per molti anni la professione di architetto, dedicandosi professionalmente alla fotografia solo dieci anni dopo la laurea.
A partire dal 2014 espone in mostre personali e collettive, vince premi nazionali e internazionali, lavora in ambito commerciale e per la fashion Industry. Recentemente le sue foto sono state proiettate per un mese su due mega schermi in Plaza Callao a Madrid ed è stato selezionato dal magazine Cultura Inquieta assieme a una ventina di altri artisti internazionali.
Tra le opere che meglio rappresentano lo stile di Gradella, ricordiamo la serie fotografica Italian Renaissance, comprendente una trentina di ritratti fotografici femminili a grande formato, esposta in varie città italiane.

La fotografia di Gradella sintetizza perfettamente un gusto minimalista tipicamente contemporaneo e un senso pittorico di derivazione rinascimentale. I riferimenti al passato emergono nei canoni compositivi, nelle pose, nella resa pittorica dei colori, ma rimangono nel sottotraccia, in quanto la dimensione spazio-temporale delle immagini resta sospesa e mirata alla rappresentazione di un micro-cosmo del tutto personale.
Il passato è evocato ma c’è sempre un dettaglio che ci riporta al presente (la fattura di uno specchio, un orecchino, una sigaretta). Gli elementi accessori sono ridotti all’osso, così come le ambientazioni e il background, sintetizzati da pochi elementi funzionali al soggetto. La formazione da architetto è facilmente riscontrabile nel rigore della tecnica fotografica e nel purismo delle forme e delle linee. Una fotografia senza sbavature, o meglio, di sbavature formalmente controllate.
La femminilità dei soggetti è contenuta, eterea e misteriosa, anche quando è messa a nudo. I corpi che si nascondono dietro le superfici, le ombre, i movimenti, sprigionano una carica erotica misurata ed elegante. L’urlato e il manifesto lasciano così il posto al surrealismo onirico e al silenzio. Dalla fotografia di Gradella non si può non rimanere affascinati: la sua capacità di evocare il passato rimanendo moderno, lo contraddistingue anche nello spazio ristretto e bistrattato di una pagina Instagram.

Immagini courtesy of Giuseppe Gradella (Portfolio)