La riscoperta dei Pavesini e altri rimedi per tornare all’infanzia

Come tornare bambini grazie a una merendina che richiama l’infanzia.

I Pavesini sono nati nel 1948 e sono prodotti da Pavesi. Inizialmente erano chiamati “Biscottini di Novara“. Vennero ribattezzati con il nome che oggi conosciamo solo nel 1952.

L’idea è attribuibile allo stesso Mario Pavesi che, nel 1937, avviò nella città di Novara la propria attività di produzione dolciaria. Durante la seconda guerra mondiale Pavesi si occupò degli approvvigionamenti alimentari dell’esercito, cosa che gli permise di conoscere i gusti del popolo statunitense. Dopo un viaggio negli Stati Uniti d’America, decise quindi di trasformare la produzione degli storici “Biscottini di Novara” in quella dei Pavesini, prodotto di minor costo e maggior digeribilità.

La confezione contiene 8 pacchetti con 11 biscotti. La ricetta prevede l’uso di zucchero, farina di frumento, uova, agenti lievitanti (carbonato acido d’ammonio, carbonato acido di sodio), zucchero caramellato e aroma vanillina. Le varianti attuali sono due: cacao e caffè. Si possono usare anche per fare il Tiramisù in sostituzione ai savoiardi (anche se i più tradizionalisti la reputano un’eresia).

I Pavesini nella comunicazione pubblicitaria

Il legame tra i biscottini di Novara e l’infanzia risulta evidente da come venivano pubblicizzati: la loro promozione è sempre stata incentrata sulle qualità di leggerezza del prodotto; qualità che li rendono particolarmente indicati per i bambini. 

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Il celebre slogan “È sempre l’ora dei Pavesini”, inventato negli anni ’60 dal pubblicitario Erberto Carboni e ripreso negli anni ’90, nasce sulla falsariga di quest’idea: i Pavesini sono un prodotto che ci si può concedere sempre.

Dal 1963 a quasi tutti gli anni ’70, l’amatissimo Topo Gigio ne è testimonial per Carosello. In quest’occasione il Mickey Mouse nazionalpopolare canta: “Ho comprato i Pavesini e son contento, ho comprato Pavesini e me ne vanto, me ne mangio un pacchettin di quei buoni biscottin e mi tengo su, su, su, con i Pavesini” (celebre jingle costruito sull’aria di I salamini di Ettore Petrolini). Un successo che ci fa capire perchè intere generazioni siano cresciute a pane e Pavesini.

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Il legame tra Pavesini e infanzia

Ancora oggi, la vista della confezione gialla e blu – colori significativi in quanto primari – innesca i meccanismi della memoria. Si ritorna all’infanzia e ai momenti di pausa tra un compito e l’altro, alla tradizione della merenda e degli amichetti compagni di avventure.

Nella nostra mente riaffiora, con simpatia e dolcezza, il ricordo della ricreazione, quando tutti aspettavamo la campanella per mangiare il nostro snack. Eravamo pronti a scambiarlo più o meno equamente o – in alcuni casi – a “rubare” quello di qualcun altro. 

Ecco perché i Pavesini hanno ancora oggi la capacità di fermare il tempo e di ricondurci alla dimensione edulcorata di un’età che, a volte, dimentichiamo e ma è sempre dentro di noi: la fanciullezza

Olimpia Bazzichetto
Dolce sognatrice rivoluzionaria. Gioco osservo mangio.

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