“Promising young woman”: il film che smaschera tutti i volti della rape culture

Vincitrice dell'Oscar per la migliore sceneggiatura originale, Emerald Fennell parla di un tema caldo e lo fa in modo non scontato.

Cosa stai facendo?” 

Una ragazza è accasciata sul divanetto di un club; ha bevuto troppo alcol durante la serata. Un ragazzo si offre di accompagnarla a casa, e poi la convince ad andare nel suo appartamento per un altro drink. Cerca di sedurla, lei è quasi priva di sensi, ma tenta di opporsi. Lui insiste, prova a svestirla. La ragazza spalanca gli occhi: in realtà è sobria. Lo guarda e gli dice: Cosa stai facendo?

Una donna dietro la macchina da presa 

Questo è il pungente inizio di Promising Young Woman-Una donna promettente. La mente dietro il film è quella della giovanissima Emerald Fennel, che si è guadagnata l’Oscar per la migliore sceneggiatura, oltre ad essere stata candidata come miglior regista. Ha così raggiunto un grande traguardo: è stata la prima donna nel Regno Unito a ricevere la nomination in queste due categorie.

Il lungometraggio, nominato anche per miglior attrice protagonista, miglior montaggio e miglior film, ci pone di fronte la spinosa questione del consenso sessuale e della così detta rape culture. La Fennel mette in scena uno degli argomenti più scottanti del momento, avvalendosi di arguzia, originalità e intelligenza. 

Chi è la Promising Young Woman? 

La protagonista della storia è Cassie (Carey Mulligan), una “vigilante” che vuole rivendicare lo stupro della sua migliore amica, Nina, che anni dopo l’accaduto si è tolta la vita. Il suo nome, diminutivo di Cassandra, non può che rievocare il personaggio omonimo della mitologia greca: una donna che aveva il dono di prevedere il futuro, ma per via di una maledizione nessuno le credeva. 

Il film non sfoggia i combattimenti all’ultimo sangue di Kill Bill, ne le vendette mortali di Revenge (2017) e Non violentate Jennifer (1978), tipiche dei revenge-rape movie, ossia thriller in cui le donne perseguitano i loro stupratori per fargliela pagare. Al contrario, le tinte del film virano verso i colori pastello, dal rosa all’azzurro, dipingendo un’atmosfera a tratti da commedia romantica, con un vivace sottofondo musicale pop. 

Cassie infatti non è un’eroina esperta di arti marziali o una killer provetta, ma una ragazza comune, segnata da un dolore che non riesce a lasciarsi alle spalle e che ha distrutto i suoi sogni. Ogni settimana Cassie va in un bar, si finge ubriaca e attira a sé uomini che tentano di approfittarsi sessualmente di lei, ignorando il suo consenso. Quando Cassie rivela di essere sobria, la “vittima”, caduta nella trappola, viene messa di fronte alla gravità del suo comportamento. 

Quante volte i film comici ci hanno mostrato che portarsi a letto una ragazza ubriaca sia un atto di goliardia, una sfida divertente tra ragazzi? A promising young woman sovverte questa dinamica e spiattella una realtà nuda e cruda, che divertente non è. 

Una vendetta non violenta 

Le azioni di Cassie non sono fisicamente aggressive. Le sue parole, al contrario, diventano delle vere e proprie sferzate di moralità che arrivano dritte in faccia. Anche a noi spettatori. Sì, perché gli stupratori non sono solo loschi individui nascosti dietro vicoli bui, ma anche i classici “bravi ragazzi”, gli uomini insospettabili, socialmente rispettati, di buona famiglia. È difficile per la società accettare che individui di questo tipo possano essere capaci di abusi o molestie sessuali, così si preferisce incolpare la vittima. 

«È un film che parla di cosa succede quando persone che ci piacciono compiono cattive azione» dice la regista Emerald Fennel, in un’intervista alla BBC Radio 1. Per questa ragione il cast maschile vede i nomi di personaggi amati nelle commedie, come Adam Brody (il Seth Cohen di The O.C), Max Greenfield (Schmidt di New Girl) e gli attori comici Christopher Mintz-Plasse e Bo Burnham. 

Leggi anche: “Shame”: solitudine e dipendenza secondo Steve McQueen

Quando Cassie scopre che uno dei ragazzi che aveva stuprato Nina è tornato in città, architetta un piano d’azione per vendicarsi, colpendo anche chi non aveva creduto alle accuse di stupro, avvenuto nel campus universitario. Nella lista dei colpevoli sono presenti anche due donne, l’amica Madison e la rettrice dell’Università, Elizabeth Walker. 

Entrambe si erano dimostrate scettiche rispetto alla vicenda, in quanto Nina era considerata “una facile” e “quella notte aveva bevuto troppo”, per cui tutto sommato se l’era andata a cercare. Le Fennel mette sul piatto un altro boccone amaro: nella rape culture anche le donne difendono gli stupratori. 

Allora chi è il colpevole? 

Promising Young woman è un film che ci costringe a riflettere, non soltanto sulle conseguenze tragiche di uno stupro, ma anche sul peso della responsabilità collettiva. Viene da chiedersi, chi è il reale nemico in questa vicenda? Tutti possono essere in qualche modo, diretto e non diretto, colpevoli. 

«In questa storia, le brave persone scoprono di non essere così tanto buone» spiega la Fennel. Cassie ci dimostra in che modo l’azione o l’inazione della gente possa fare la differenza, determinando il trionfo dell’ingiustizia o della giustizia. Il film ci tiene seduti in una scomoda posizione, ci mette a disagio e sussurra al nostro orecchio questa domanda: siete davvero buoni come credete? 

Chiara Maggiore
Fotografo storie, scrivo immagini. E viceversa. Sono una fotografa, scrittrice e viaggiatrice cronica. Da grande voglio tornare bambina.

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