L’amore in 6 opere d’arte contemporanea

L’amore in 6 opere d’arte contemporanea

Keith Haring, Robert Indiana, Marina Abramovich sono solo alcuni degli artisti contemporanei che riflettono in modo non convenzionale sul tema dell'amore.

Keith Haring, Robert Indiana, Marina Abramovich sono solo alcuni degli artisti contemporanei che riflettono in modo non convenzionale sul tema dell'amore.

Come ogni tematica universale, l’amore è stato lungamente oggetto di rappresentazione artistica. Ci concentriamo qui su una ristretta selezione di opere che rappresentano l’amore nelle diverse sfaccettature dell’arte contemporanea: dalla Pop Art all’installazione, dall’arte di strada alla performance art. Sei artisti che si approcciano al tema, dandone un’interpretazione moderna, ironica e concettuale, che ne ribalta alcuni dei più comuni cliché.

1. Love, Robert Indiana (1972)

Robert Indiana, LOVE, 1972, olio su tela, venduto per 3 milioni di euro da Sotheby’s nel 2018, immagine © Sotheby’s

Love di Robert Indiana è una delle opere d’arte contemporanea più conosciute e riprodotte al mondo. Quattro lettere maiuscole, dall’aspetto minimal e dai colori vigorosi, che fanno di Robert Indiana uno degli esponenti più significativi della Pop Art Americana. Peccato che l’artista al momento della creazione dell’opera si dimenticò di registrarne i diritti, aprendo così la strada ad innumerevoli riproduzioni e parodie che ne fecero quasi dimenticare la paternità.

2. Relation in Time, Marina Abramović e Ulay (1977)

Marina Abromović e Ulay, Relation in Time, 1977. Galleria Studio G7, Bologna

Relation in Time è il titolo dell’intensa performance di Marina Abromović e del compagno Ulay, svoltasi nel 1977 presso la Galleria Studio G7 di Bologna. I due artisti, seduti schiena contro schiena e legati tra loro per i capelli, rimasero in silenzio per sedici ore. Una rappresentazione del legame amoroso che non salva dall’incomunicabilità.

3. Coração Independente Vermelho, Joana Vasconcelos (2005)

Joana Vaconcelos, Coração Independente Vermelho, 2005. Museu Colecção Berardo, Lisbona

Joana Vasconcelos è un’artista portoghese nota per le sue installazioni su larga scala. L’opera Coração Independente Vermelho consiste in un pulsante cuore rosso intessuto da mani femminili e collocato in un luogo classico con finalità straniante.

4. Untitled (Perfect Lovers), Félix Gonzáles-Torres (1991)

Félix Gonzáles-Torres , Untitled (Perfect Lovers), 1991. MoMA Museum of Modern Art, New York

Passiamo all’opera struggente di Gonzalez-Torres, concepita poco dopo la diagnosi di AIDS del partner. Due orologi molto comuni, inizialmente impostati alla stessa ora, alla fine perderanno la sincronizzazione. Un opera che attraverso il doloroso rincorrersi delle lancette, traccia e misura l’inevitabile scorrere del tempo.

5. Another Kiss, Marc Quinn (2006)

Marc Quinn, Another Kiss, 2006

Artista inglese affermatosi sulla scena internazionale a partire dagli anni novanta, Marc Quinn è uno degli esponenti più noti e interessanti della Young British Art. Il bacio senza arti di Marc Quinn mette in discussione gli ideali di bellezza e perfezione tramandati dalla classicità, utilizzando il suo materiale storico: il marmo bianco. Mentre le statue classiche sono giunte fino a noi con parti del corpo erose dal tempo, qui il marmo classico viene impiegato per ritrarre persone che hanno subito mutilazioni o che sono nate con parti del corpo mancanti.

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6. Untitled (Love), Keith Haring (1989) 

Keith Haring, Untitled (Love), 1989. Guy Hepner

Artista e attivista sociale americano che rispondeva alla cultura di strada della New York anni ’80, Keith Hering ha parlato nelle sue opere, solo apparentemente colorate e leggere, di temi come l’amore, la guerra, il sesso, la vita e la morte. Qui rappresenta due omini stilizzati, di cui è impossibile prescinderne il sesso, che danzano sulle note dell’amore fino ad intrecciarsi.

Alcune delle opere sopracitate sono state oggetto della mostra Love, l’arte contemporanea incontra l’amore, tenutasi al Museo della Permanente di Milano nel 2017, a cura di Danilo Eccher.

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