Colorare i taboo con Giada Maestra

Questa illustratrice esplora la quotidianità e i taboo femminili con lo strumento colorato e (solo apparentemente) innocuo dell’illustrazione.

Classe 1992, Giada Maestra è originaria di Pordenone, cittadina semi-dimenticata del Friuli Venezia Giulia. Laureata in Design della Moda e Arti Multimediali all’Università Iuav di Venezia, attualmente vive e lavora a Londra come illustratrice e artista freelance. L’abbiamo intervistata perché catturati dallo stile e dai soggetti delle sue illustrazioni: un mondo prettamente femminile, colorato e sincero, che non nasconde i propri difetti, le proprie ansie, i propri taboo. Eh sì, perchè di taboo e del rapporto con il proprio corpo, soprattutto in ambito femminile, si può scrivere libri e trattati complessi, ma si può anche fare un disegno, sintetico e d’appeal, che arrivi a tutti. 

Libere dal reggiseno: illustrazione di Giada Maestra
End of the day, Giada Maestra

Ciao Giada, quando è nata la tua passione per l’illustrazione?

Ciao Nicole, potrei dire che sono sempre stata inserita in un contesto artistico fin da piccola, in famiglia, entrambi i miei fratelli maggiori, infatti, si sono sempre dedicati al disegno e alla fotografia, ed io con loro. Inoltre c’era mio zio, al quale ero molto legata, appassionato di opere d’arte. Ricordo ancora le sensazioni di ammirazione e di stupore che provavo di fronte ai quadri che tappezzavano le pareti di casa sua, cosa che mi accade tutt’ora. Gli anni allo Iuav sono stati per me fondamentali perché è lì che ho deciso di approfondire il mio metodo di ricerca e di lavoro e di portare avanti la mia passione per il disegno. Inizialmente mi dedicavo prettamente all’illustrazione di moda, ma presto ho sentito in me l’urgenza di raccontare anche altro.

Donna nuda annoiata: illustrazione di Giada Maestra
Bored, Giada Maestra

Da cosa trai ispirazione per creare?

Le mie illustrazioni sono frutto di ciò che mi circonda e che attrae la mia attenzione nella vita di tutti i giorni. Talvolta riporto situazioni realistiche, talvolta totalmente immaginarie. Spesso mi piace pensare di avere un alter ego che vive e si muove in quelle tavole, libero di essere e di fare quello che vuole. Troverai molte donne nelle mie illustrazioni, loro sono fonte di ispirazione e tema principale del mio lavoro. Mi piace indagare il loro carattere e le emozioni, studiare i loro corpi così come si presentano, nudi e senza ritocchi.

Che strumenti e tecniche utilizzi generalmente?

Al momento il mio principale strumento di lavoro è Procreate, un’applicazione Adobe su iPad Pro per illustrazione digitale, ma resto sempre legata alle tecniche tradizionali. Su carta uso colori acrilici e inchiostro, e nell’ultimo periodo ho iniziato a sperimentarli anche su tela.

Donne cuciono insieme: illustrazione di Giada Maestra
Cucire insieme, Giada Maestra

Come ti trovi a Londra? Che opportunità ti sta dando la città in termini di crescita lavorativa e stimoli creativi?

Londra ha influenzato molto il mio percorso, più dal punto di vista professionale che creativo. Da quando sono qui si sono create molte situazioni nuove e sono venuta a contatto con persone interessanti e curiose, molte di queste pronte a supportarmi. Ad esempio faccio parte di una startup inglese per creativi di nome Wishu e ho iniziato a stampare t-shirt con le mie illustrazioni tramite Everpress che spedisce praticamente ovunque e ha una filosofia molto green e zero waste.

Leggi anche: Martina Filippella, illustratrice di Freeda: «non provate a dirmi less is more»

Cosa ti piace raccontare di più del mondo femminile? 

La mia attenzione è rivolta soprattutto al corpo delle donne, senza censure, senza imbarazzo. Nei miei disegni sono spesso nude, circondate da oggetti presenti nella loro quotidianità che le fanno stare bene. Ovviamente anche loro come me sperimentano diverse emozioni e stati d’animo: a volte sono rilassate e felici, altre volte ansiose e tristi. Da un po’ di tempo inoltre ho deciso di toccare tematiche che rappresentano un taboo o che non vengono affrontate ancora apertamente e con naturalezza dalla società, come un ciclo mestruale o l’atto di masturbarsi, che io considero invece fatti naturali.

Mestruazioni: illustrazione di Giada Maestra sul taboo femminile
You are fine, Giada Maestra

Ci sono donne (artiste e non) che ammiri particolarmente?

Ci tengo a dire che ammiro e seguo il lavoro di molte donne. Mi sento molto vicina a loro perché come me vogliono dire qualcosa e lo fanno con gli strumenti che hanno a disposizione, motivo per cui utilizzo molto Instagram, che mi consente di conoscere persone interessanti. Tra queste ci sono le donne della mia vita, che hanno contribuito a farmi diventare la persona che sono. Ci sono poi artiste come Lyna Scheynius, Alba Yruela e Brianna Capozzi, Weronika Marianna e Viviane Sassen.

Se potessi scegliere, con quale brand ti piacerebbe intraprendere una collaborazione per creare degli oggetti con le tue illustrazioni? Parlaci anche del tuo shop.  

Al momento Etsy è la piattaforma che utilizzo per vendere oggettistica e stampe in Italia, mentre su Everpress ci sono le mie t-shirt stampate disponibili in tutta Europa.

Uno dei miei progetti futuri è riuscire a gestire uno shop online direttamente sul mio sito senza aver bisogno di piattaforme esterne, proponendo solo oggetti da me selezionati. Se potessi scegliere un brand con il quale intraprendere una collaborazione sarebbe senz’altro Thenudelabel per l’intimo e Moleskine per l’oggettistica.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Li scoprirete prossimamente 🙂 Vi posso solo anticipare che la maggior parte di questi saranno in collaborazione con associazioni per la difesa dei diritti delle donne.

Yoga pose, Giada Maestra
Due tigri: illustrazione di Giada Maestra
Tigers, Giada Maestra

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