Fantasia, bellezza, energia: la lotta è pop nelle illustrazioni di Luchadora

Luchadora è una visual artist italiana pronta a risvegliare i nostri animi con forme e colori.

Alessandra Marianelli in arte Luchadora, è un’illustratrice e grafica italiana con base a Firenze. Il suo stile, fortemente riconoscibile, è caratterizzato dall’allegra espressività delle sue tinte shock unita ai potenti messaggi. Le “forme” sono alla base delle sue illustrazioni: eccessive, rotonde e sinuose, riempiono gli spazi di colori e regalano armonia.

Due nomi (uno anagrafico, l’altro artistico), due approcci stilistici (profondità dei messaggi e vivacità del tratto), due terre (l’Italia e il Messico), e mille progetti, si incontrano, senza mai scontrarsi, nel variopinto universo di questa irrequieta artista. 

Il titolo del nostro articolo prende spunto da “La lotta è FICA”, un progetto di public art promosso da CHEAP (composto da 25 poster realizzati da altrettante artiste e installati sulla centralissima Via Indipendenza a Bologna) a cui Alessandra ha recentemente partecipato. Per saperne di più sui numerosi progetti che l’hanno vista protagonista potete dare un’occhiata qui.

Ti senti più Luchadora o più Alessandria Marianelli? Quando sono nate, rispettivamente, l’una e l’altra?

Mi sento entrambe, sto esattamente a metà. Alessandra nasce nel Giugno del 1989, Luchadora un po’ dopo, quando capisco che forse potevo disegnare per vivere.

Sul tuo sito racconti come nasce la scelta del tuo nome d’arte, Luchadora. Ti va di ripeterlo per i nostri lettori?

Il nome Luchadora, è ispirato alle lottatrici del wrestling messicano, delle quali ho sempre trovato estremamente affascinate l’allegria di colori, la fantasia e l’energia che trasmettono le loro maschere, senza trascurare il concetto di lottatrice che rende questo nome d’arte ancora più bello ai miei occhi.

Facendo una carrellata sulle tue pagine, si nota l’attenzione che rivolgi a parecchi messaggi importanti e attuali. Quali sono quelli che ti interessano maggiormente?

Il ruolo della donna nella società moderna, l’uguaglianza di genere e la salute mentale sono alcuni dei temi ai quali tengo di più. Cerco di affrontarli sia nei lavori personali che con le realtà alle quali mi affianco maggiormente offrendo un punto di vista diverso.

Credi che l’arte oggi possa ancora comunicare qualcosa, anche se sembra che non sia poi così tanto incentivata?

L’arte può sempre comunicare qualcosa, e non smetterà mai di farlo, anche se può sembrare sottovalutata. A rischio di sembrare scontata credo che questa frase esprima esattamente quello che penso: ”La bellezza salverà il mondo”, e quindi continuiamo a fare bellezza.

Se fossi uno dei colori che utilizzi, quale ti piacerebbe essere?

Il giallo ocra e/o il rosa bubble gum.

L’arte dell’illustrazione, proprio nel veicolare messaggi così forti, è sicuramente più d’impatto, più diretta di altre. Concorderesti nel definire le tue illustrazioni pop?

Sì, le mie illustrazioni sono assolutamente POP-popolari, mi lascio trasportare dal cinema, dai libri e dalle chiacchiere con gli amici, mi piace esprimere voglia di vivere e felicità con colori pieni e forme semplici, anche quando parlo di temi più “forti”.

Tra tante collaborazioni e lavori fatti in questi anni, a quale sei più affezionata?

Voglio bene a tutti i miei progetti e sono felice di tutte le collaborazioni fatte, ma se devo sceglierne solo qualcuna credo citerei Threefaces come “affetto stabile”, il mio lavoro dentro al didacommunicationlab (laboratorio di comunicazione di Architettura) dove ho sviluppato uno dei progetti che amo di più (delle illustrazioni fatte per una pista ciclabile a Prato), Hallowasabi, cioè Giorgia (un piccolo laboratorio di stile e di gioia) con la quale ho creato Ursula, giacca nata in mezzo alla pandemia tra messaggi e chiamate, ma anche Scomodo, Lungarno, Ocra, Concretipo, CHEAP festival e TestiManifesti (sì, li vorrei citare tutti in realtà).

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Luchadora per “La lotta è FICA” un progetto di public art di CHEAP. Foto: Michele Lapini

Aneddoti simpatici sul lavoro?

Tutti gli aneddoti simpatici che mi vengono in mente allo stato attuale sono legati alle call fatte nell’ultimo anno…microfoni aperti, rumori molesti e abbigliamenti discutibili hanno segnato una nuova frontiera del lavoro!

Cosa vorresti ancora dire e raccontare con i tuoi disegni domani?

Domani è un altro giorno e si vedrà, il mondo cambia velocemente, come i temi importanti da trattare o le cose che ti possono ispirare, quindi non riesco ad immaginare cosa vorrei raccontare; credo che continuerò a raccontare quello che mi sembrerà giusto raccontare.

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