La bellezza eterea negli scatti di Giada Ramera

Fotografa italiana con un passato da pittrice, Giada Ramera riesce a raccontare in ogni scatto il proprio ideale di bellezza femminile.

Giada Ramera, classe 1997, è una fotografa e pittrice italiana. Sin dall’infanzia si dedica al disegno e ai pennelli, laureandosi in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera (MI) nel 2021. Come pittrice ha partecipato a diversi concorsi, vincendo nel 2014 il terzo premio con l’opera pittorica Aloe per il concorso sponsorizzato dalla NTK Europe e, sempre nello stesso anno, grazie ad un elaborato scultoreo-fotografico il primo premio per I giovani e la memoria emanato dall’A.N.P.I. di Brescia. 

Nel 2020 Giada Ramera muove i primi passi nell’ambito della fotografia di moda, realizzando editoriali per Rebel Magazine, Flanelle, Kalt Blut, Pap Magazine e L’Officiel Brasil. Dalla pittura alla fotografia il passo è breve in quanto Giada è amante del bello e, come un pittore sulla sua tela, riesce a dipingerlo in ogni suo scatto.

Quali sono le tue fonti d’ispirazione principali? 

Innamorata dell’iperrealismo, mi sono dedicata al disegno e alla pittura fino a prendere una laurea in Arti Figurative a Marzo di quest’anno. Posso dire quindi che le mie fonti d’ispirazione principale sono tutti nel mondo dell’arte che arriva fino al ‘900.  Prediligo artisti dell’arte classica, rinascimentale, romantica e preraffaellita e per poi rileggerli in una chiave moderna e orientata al mondo della moda.

Sono sempre stata affascinata dalle sculture dell’arte greca: creano linee morbide e sinuose, tanto da far sembrare il marmo non più una superficie dura ma quanto più un materiale morbido al tatto. Uno dei motivi per cui prediligo, di fatto, la luce naturale, è proprio questo.

Dai tuoi scatti traspare molta sensualità. Cosa ti piace raccontare dell’universo femminile?

Non sono totalmente d’accordo sul fatto che dai miei scatti traspaia molta sensualità. I miei scatti vogliono anche tenere conto di questo aspetto ma quello che penso emerga maggiormente sia una sorta di dolcezza e una bellezza eterea. Mi piace regalare ai miei soggetti una sorta di monumentalità, di aurea legata alla ieraticità delle opere d’arte. Il perno di tutte le mie fotografie è la bellezza. 

Dell’universo femminile amo le curve dei corpi; la capacità di una donna di essere la Giuditta di Klimt, carica di erotismo e audace, e allo stesso tempo di dolcezza disarmante e inviolabile come la Venere di Botticelli.

Che ruolo hanno le scelte di styling e di ambientazione nei tuoi progetti editoriali? 

Direi che sono ruoli molto importanti e fondamentali, è quasi il 50 per cento del mio lavoro! Spesso nei lavori sono proprio io a occuparmi in prima persona dello styling. Sono però molto fortunata e quest’anno sono riuscita a formare uno splendido team di cui vado molto fiera e di cui mi fido ciecamente!

Per quanto concerne la scelta della location, posso dire che una delle cose che amo di più nella fotografia sono le composizioni con l’ambiente e il materiale circostante. Infatti, sono sempre io a condurre le modelle e a suggerire le pose. I miei scatti sono sempre molto studiati, raramente lascio che una modella si muova liberamente su un mio set. Ogni volta esprimo me stessa o forse quello che vorrei essere, proiettandolo sul mio soggetto.

Raccontaci uno scatto a cui sei molto legata.

Non ho uno scatto a cui sono molto legata a dire il vero. Però c’è un editoriale che per me è molto rappresentativo: Phoenix Warrior. È stato il primo progetto ideato, realizzato e diretto completamente da me e segna per me l’inizio del mio percorso nel mondo degli editoriali fashion.

Oltre tutto, durante quel set, ho conosciuto quelle che poi ho scoperto essere le mie compagne di avventura, che fanno parte tutt’ora del “dream team” di cui parlavo prima.

Leggi anche: Attraverso lo specchio. Il mondo oltre le apparenze di Riccardo Dubitante

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Immagini courtesy of Giada Ramera (Instagram)

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