Il mondo di Elena Maggiulli tra fotografia di moda e ritratti

Il mondo di Elena Maggiulli tra fotografia di moda e ritratti

Gli scatti di questa giovane fotografa romana colpiscono lo spettatore per la loro eleganza e intensità.

Gli scatti di questa giovane fotografa romana colpiscono lo spettatore per la loro eleganza e intensità.

Elena Maggiulli è una fotografa di moda e ritratto nata a Roma nel 1992. Con una Laurea Magistrale in Marketing e Comunicazione d’Impresa, ha deciso di seguire la passione per la fotografia e di farne la sua professione. Ha iniziato come autodidatta per poi specializzarsi nella fotografia di moda e nel ritratto. Ha vissuto tra Parigi, Milano e Roma.

Dagli scatti di Elena Maggiulli emergono non solo tecnica fotografica e cura per i dettagli, ma anche una grande capacità di entrare in connessione con i soggetti. I ritratti femminili, così come le fotografie di moda, ingaggiano lo spettatore per la loro eleganza e intensità.

Quando hai capito che la fotografia era la tua strada? C’è un evento, una persona o una circostanza particolare che puoi individuare?

Ho capito che la fotografia era la mia strada dopo l’università. Ero affascinata da questo mondo e iniziai ad avvicinarmici in ambito lavorativo nel settore in cui mi ero laureata, marketing e comunicazione. Durante gli anni trascorsi a lavorare in azienda capii che non era esattamente quella la mia strada e mi iniziai ad avvicinare alla fotografia di ritratto e moda per poi lasciare il lavoro e dedicarmi unicamente al lavoro di freelance in questo settore.

Cosa non ti convinceva della carriera nel marketing?

Semplicemente non faceva per me, non mi rendeva felice, non era la mia passione. Inoltre lo trovavo un lavoro ripetitivo e quindi poco stimolante, essendo una persona che ama vedere nuovi luoghi, conoscere nuove persone e avere sempre nuovi stimoli.

Come fai a stabilire la giusta connessione con i tuoi soggetti nei ritratti e nella fotografia di moda?

Mi piace conoscere la persona ritratta, parlarci prima, durante e dopo lo shooting. La connessione giusta dipende dal feeling che si instaura col soggetto, è personale e varia quindi da persona a persona.

Come nutri la tua ispirazione?

Traggo ispirazione dalla vita di tutti i giorni, da ciò che mi circonda, dal mio stato d’animo, dai film o serie tv che vedo, dai posti che visito e dalle persone che conosco.

Leggi anche: La fotografia intima e sincera di Martina Bertacchi

Raccontaci l’editoriale a cui sei più legata.

Non sono legata a un editoriale in particolare, ma a tanti. Ognuno di loro ha dietro un ricordo, un’esperienza vissuta, una città visitata e spesso delle belle persone conosciute sul set.

Perché la scelta di fotografare spesso in analogico? 

La fotografia analogica credo rappresenti il lato di me un po’ retrò, sono una persona nostalgica e legata al passato. Essa mi permette di rappresentare una realtà alternativa, non quella reale. Inoltre è un tipo di fotografia riflessiva, non si scatta a raffica come a volte può succedere nel digitale, ma lo scatto viene pensato e studiato di più (scattando con la pellicola si hanno un numero di frame disponibili limitati che possono essere variabili ma comunque non infiniti). Infine mi piace il lato della sorpresa nel vedere il lavoro finale, dato che nel momento in cui si scatta non può essere visto.

Un personaggio noto che ti piacerebbe ritrarre in futuro.

In futuro mi piacerebbe scattare ritratti a icone del cinema americano, non ho un unico personaggio in mente, mi piace sognare in grande.

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Immagini courtesy of Elena Maggiulli (Portfolio)

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