Gotico contemporaneo nella fotografia di Isotta Giulia Acquati

Oggi vi conduciamo nell’universo fotografico di Isotta Giulia Acquati e capirete che non ne esiste uno uguale.

Dallo styling eccentrico alle pose non consuete, dai colori fortemente contrastati alle ambientazioni tenebrose, la fotografia di Isotta Giulia Acquati traccia percorsi opposti all’atteso, trovando nella materializzazione di un altrove la sua autenticità. 

Da Milano a Berlino, Isotta Giulia Acquati conduce senza sosta la propria ricerca visuale, che non inizia e non si esaurisce nell’esplorazione del mezzo fotografico, ma attinge da tutto, come solo le personalità più curiose e irrequiete sanno fare. 

Da questo background di ricerca onnivora, Isotta Giulia sviluppa uno stile fotografico chimerico e affascinante, che amalgama atmosfere oniriche, a elementi realistici e stilemi dal mondo fashion. 

Raccontaci un pò di te e del tuo lavoro.

Sono nata e cresciuta a Milano ma, fin da bambina, ho cominciato a trascorrere molto tempo all’estero, specialmente in Inghilterra. Crescendo ho sempre vissuto con ansia la pressione sociale verso il conformismo, il radicarsi della routine e l’immobilità in generale: sono una persona estremamente curiosa, capace di provare interesse per qualsiasi cosa banale, purché risulti nuova ai miei occhi. Ho coltivato infiniti e svariati interessi fin da giovane, aspetto che, accompagnato alla mia personalità compulsiva, è stato spesso sopraffacente.

La decisione di dedicarmi per intero alla fotografia è stata importante: il mio lavoro mi permette di sintetizzare diversi stimoli ed interessi pur mantenendone la complessità. Complessa è anche la realtà che tendo a rappresentare: una realtà ricca di stranezze e misteri da svelare, fatta di forti contrasti di colore ma pur sempre vera. Non voglio mai rendere un’immagine fantastica: voglio piuttosto approfondire il mio sguardo. Spesso fotografo persone che conosco in luoghi a me familiari, introducendo elementi di styling, fiori o tessuti con il solo scopo di enfatizzare qualcosa che è già presente di per sé. 

Quando hai iniziato a fotografare?

Ho iniziato a fotografare quando mi sono trasferita a Berlino, dopo aver finito una laurea specialistica in arti visive e studi curatoriali. La fotografia è stata un ritorno alla realtà dopo gli studi, un mezzo per intensificare le esperienze da me vissute. Fotografare è un modo di rendermi presente a me stessa.

Isotta Giulia Acquati

Quali sono le tue principali fonti d’ispirazione nel mondo della fotografia, del cinema e della musica?

Per quanto riguarda il cinema, amo il contrasto, le atmosfere e l’uso del colore nei film horror e gotici italiani degli anni ’70 di Dario Argento, Sergio Martino, Pupi Avati. I miei fotografi preferiti: Horst Horst, Steve Hiett, Glen Luchford, Michal Chelbin. Chi più ascolto: Nancy Sinatra, Johnny Cash, i Velvet Underground e Lucio Battisti.

Cosa ti affascina maggiormente del fotografare in pellicola?

Fotografo in pellicola essenzialmente per la maneggevolezza delle macchine fotografiche 35mm e la texture delle immagini analogiche. 

Quanto incidono le scelte di styling nel ricreare l’atmosfera finale delle tue fotografie?

Lo styling è essenziale per raccontare una storia. Esiste questo comune fraintendimento per cui la moda sia “glamour and beauty”: per me la moda è innanzitutto un costume. E’ ciò che rende la mia visione credibile, ciò che la rende una forma di realtà. Vedendo apparire lo straordinario nell’ordinario, siamo portati a prestare più attenzione, a porci delle domande, a meravigliarci.

Qual è la fotografia a cui ti senti più legata? 

Una delle fotografie a cui sono più legata rappresenta una mia amica di infanzia, nuda, che abbraccia il suo fidanzato, vestito, sul tetto della loro casa. E’ stato un momento imprevisto ed estremamente intenso.  

Come ti trovi a Berlino? Cosa ti sta dando la città in termini di opportunità lavorative ed ispirazione?

Berlino mi piace molto ma non potrei rinunciare a trascorrere parte del mio tempo a Milano. Ho trovato il giusto equilibrio viaggiando tra una città e l’altra. Milano è pur sempre la capitale della moda e offre moltissima professionalità. D’altro canto Berlino è molto stimolante perché regala un’incredibile varietà di situazioni, modi di vivere, scenari artistici; è una città in cui è incredibilmente facile conoscere nuove persone.

Se potessi scegliere, quale personaggio noto ti piacerebbe fotografare?

Lily Cole.

Quali sono i temi che ti piacerebbe esplorare in futuro?

Mi piacerebbe molto lavorare sull’idea del legame affettivo, inteso sia come connessione che come dipendenza. Oltre a ciò vorrei esplorare il tema della crescita.

Immagini courtesy of Isotta Giulia Acquati (Portfolio)

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