Maria Maglionico fotografa ricordi e sentimenti ineffabili

Maria Maglionico fotografa ricordi e sentimenti ineffabili

Le fotografie oniriche e minimali di Maria Maglionico riescono a raffigurare ricordi e sentimenti difficili da descrivere con le parole.

Le fotografie oniriche e minimali di Maria Maglionico riescono a raffigurare ricordi e sentimenti difficili da descrivere con le parole.

Originaria del Sud Italia, Maria Maglionico non fotografa per documentare qualcosa in particolare, ma per veicolare sensazioni e sentimenti difficili da comunicare a voce. Gli elementi principali della sua fotografia sono l’attenzione alla composizione, la cura dei dettagli e il legame verso la propria terra di appartenenza. Lo stile minimal e un’attenta scelta degli accostamenti cromatici contribuiscono a ridisegnare atmosfere oniriche e sospese nel tempo. Le foto di Maria Maglionico sono un viaggio nella mente e nei ricordi, nati in riva al mare.

Quali sono stati i tuoi primi soggetti fotografici?

I miei primi soggetti fotografici sono stati i paesaggi della terra in cui sono cresciuta, la Puglia. Successivamente mi sono accorta che quei paesaggi dovevano essere riempiti da una presenza umana. Ho iniziato così a scattare con alcuni amici che, fortunatamente, si sono prestati alla mia immaginazione.

Esci di casa con l’intenzione di fotografare o ti succede inaspettatamente?

In genere esco con l’intenzione di fotografare quando devo lavorare su un tema o su un’idea ben precisa. In questi casi porto con me qualche oggetto di scena da poter utilizzare durante lo shooting. Quando invece esco di casa magari per altri motivi, porto quasi sempre una macchina analogica con me, per poter fotografare qualsiasi cosa attiri la mia attenzione. Associo spesso l’analogico ad un approccio più spontaneo e diretto con ciò che mi circonda.

In che modo il paesaggio, il luogo in cui vivi, ha influito sul tuo stile? 

Il paesaggio è parte integrante del mio lavoro. Influenza costantemente il mio stile e il mio modo di scattare, forse perché sono particolarmente legata a certi luoghi della mia terra. La maggior parte dei miei lavori ha come protagonista il mare o le spiagge abbandonate durante l’inverno, luoghi che per me hanno avuto un forte valore emotivo e sono legati a momenti particolari della mia vita.

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Chi sono le persone che “si nascondono” (letteralmente) nei tuoi scatti? 

A volte sono io stessa il soggetto di questi ritratti senza volto, altre volte sono amici, persone con cui stabilisco prima un certo tipo di legame. Mi piace pensare che i soggetti senza volto delle mie foto possano suscitare sensazioni diverse a seconda di chi guarda, dando in qualche modo possibilità aperte di interpretazione.

Notiamo che le tue fotografie non sono quasi mai in bianco e nero e che presti una grande attenzione agli accostamenti cromatici. Cosa ti attrae del colore?

Attraverso il colore riesco a evocare sensazioni che purtroppo col bianco e nero non riesco a ricreare. Nel mio caso, penso che la fotografia a colori sia in grado di riprodurre le immagini che ho nella testa con maggiore fedeltà rispetto al bianco e nero.

Cosa ti piace fare oltre a fotografare?

Adoro il cinema e guardo davvero tanti film/serie. Prendo spesso spunto da scene di film che mi sono piaciuti o dai miei registi preferiti tra cui ovviamente Wes Anderson.

La colonna sonora perfetta che dovremmo mettere in cuffia per sfogliare le tue fotografie.

Beach house – Space Song.

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Immagini courtesy of Maria Maglionico  (Instagram)

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