Martina Filippella, illustratrice di Freeda: «non provate a dirmi less is more»

Martina Filippella, illustratrice di Freeda: «non provate a dirmi less is more»

Come combattere i puristi delle linee dritte e il minimalismo barboso a suon di illustrazioni pop.

Benvenuti nel mondo pop e coloratissimo di Martina Filippella: giovane illustratrice italiana che vanta già importanti collaborazioni con editori e riviste quali Salani, Vanity Fair e Freeda. Tra i protagonisti delle sue illustrazioni troviamo star della musica quali Freddie Mercury, David Bowie e Lou Reed ma anche Sailor Moon, i personaggi di Wes Anderson, Boss Doms e scintillanti madonne kitsch. Se non amate i party, il disordine e la musica rock, non leggete questa intervista.

Ciao Martina! Raccontaci chi sei.

Sono Martina Filippella, in arte Martina Filippella. Sono nata a Monza nel 1993. In un lontano passato ho studiato architettura; in seguito però alla scoperta di essere prossima a diventare il peggior architetto del mondo ho abbandonato squadre e righelli per dedicarmi all’illustrazione e alla grafica. Da lì non mi sono più fermata. Tra le mie collaborazioni ci sono Salani, Vanity Fair e Freeda. Mi piace disegnare cose pop e divertenti. Ho una strana passione per le madonne.

Come ti sei avvicinata al mondo dell’illustrazione?

Da che mi ricordo ho sempre amato disegnare, passavo interi pomeriggi a ricalcare i fumetti delle Witch per imparare a ritrarre le persone. Solo che da piccolo spesso non ti immagini che quello che è il tuo passatempo preferito possa diventare una reale professione. Ho iniziato a pensarci seriamente durante l’università: Milano ti offre un sacco di opportunità in questo senso, così ho preso coraggio e ho frequentato un master di illustrazione editoriale (il Mimaster) che è stato per me la svolta in ottica professionale.

Martina Filippella, Vogue Challenge

Cosa c’è sulla tua scrivania?

Di tutto, sono molto disordinata. Due o tre sketchbook, l’agenda, uno snack perché ho sempre fame, creme per mani e viso, fogli alla rinfusa, post-it, cartoline, cose di cancelleria. Ultimamente anche la mascherina, amica da mesi di tutti noi. 

Quali sono i temi che ti appassionano di più?

Da brava Millennial sono appassionata di cultura pop. Subisco in continuazione influenze di film, serie tv, musica, immagini ecc. Questo è il tema principale delle mie illustrazioni, che cerco di interpretare a modo mio con molta ironia e leggerezza. Voglio che sembri tutto un grande party di colori e personaggi strambi.
Poi sono amante dell’arte sacra ridondante, del barocco, degli ornamenti. Non provate a dirmi “less is more”. 

Martina Filippella, "Not Today"

Che tecniche utilizzi principalmente? Qual è il tuo iter creativo?

Di solito butto giù un’idea sullo sketchbook in maniera più o meno definita. Uso sempre i pennarellini, la china, i trattopen ecc. perché non sopporto la matita. A quel punto traspongo il disegno in digitale, lo coloro e lo completo in Photoshop. Quasi mai lo schizzo corrisponde esattamente all’illustrazione finale, perché nel mentre mi vengono in mente mille altri spunti. Mi piace partire con qualcosa e non sapere esattamente dove arriverò, rende tutto molto più interessante. 

Come nasce la tua collaborazione con Freeda?

Ho conosciuto la realtà di Freeda tramite un incontro in università. Sono stata contattata poi mesi dopo per lavorare a due progetti e da lì sono rimasta nel team. Penso sia stata una delle sfide più importanti a livello lavorativo: uscivo dall’università ancora inesperta e sono contenta, nonostante la paura, di essere riuscita a farcela.

Cosa ami di più del tuo lavoro?

Io non sopporto l’idea di annoiarmi. Della professione di illustratrice amo il fatto che ogni giorno sia diverso dall’altro, che non sai mai quale cliente con quale richiesta ti capiterà e questo ti permette di essere curioso e imparare cose nuove. Anche se, ovviamente, non sempre ti capiterà il cliente giusto con la richiesta giusta per te. Fa parte del gioco, però.

Martina Filippella, "Moo"

Tra i personaggi famosi che hai riprodotto (del presente e del passato), con chi ti piacerebbe scambiare quattro chiacchiere?

Per rispondere a questa domanda ho fatto un ripasso veloce dei ritratti che ho fatto e devo confessarti che vorrei incontrarli un po’ tutti, perché mi piace disegnare personaggi di cui ho stima o che mi incuriosiscono. Ma se dovessi sceglierne uno direi Iris Apfel, è una donna incredibile con cui sicuramente chiacchiererei per ore del più e del meno.

Se dovessi scegliere una colonna sonora per le tue illustrazioni, quale sarebbe?

Quasi ogni mia illustrazione nasce con una canzone di sottofondo. Se non ho la musica giusta non riesco ad entrare nel mood, dev’essere un tutt’uno. La colonna sonora di tutte le mie illustrazioni sarebbe probabilmente composta da rock alternativo degli anni Novanta / primi Duemila, abbondante disco music, un po’ di hip hop old school e quei grandi classici rock/pop senza tempo. Anche io sono cresciuta con i Beatles e i Rolling Stones. 

Definisci Martina Filippella in una sola frase.

Martina Filippella parla poco, immagina molto e spesso inciampa nel nulla (non è una metafora, veramente inciampo nell’aria).

Martina Filippella, "Cat Couch"
Martina Filippella, "Take care"
Martina Filippella, "Mandarin Duck"

Immagini courtesy of Martina Filippella (Instagram)

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