Across the University: lettera dal festival

Ecco cosa significa annullare una manifestazione a causa del Coronavirus.

Con il diffondersi del Coronavirus, le nostre vite sono radicalmente cambiate. Le misure anti-contagio oltre ad aver investito le relazioni interpersonali e le abitudini lavorative di ognuno di noi, hanno stravolto interi comparti economici. Tra questi, non ultimo, il mondo dello spettacolo e degli eventi musicali. La lista dei concerti e dei festival annullati o posticipati a data da destinarsi, si allunga di giorno in giorno, con conseguenze difficilmente quantificabili.

Across the University è un festival che si svolge a Padova a inizio primavera, organizzato dall’UDU di Padova. Un festival degli studenti, per gli studenti, che nelle edizioni precedenti ha ospitato artisti quali The Zen Circus, The Giornalisti, Dardust, Willie Peyote, Management e molti altri. Un festival a cui siamo inevitabilmente legati, perchè fa parte della vita cittadina, non solo studentesca. Un giorno abbiamo ricevuto un lettera dallo staff. Una lettera per raccontarci cosa significa “doversi fermare” e annullare un festival a causa del Coronavirus. La condividiamo qui, sperando di tornare presto a sorseggiare la nostra birretta sotto palco assieme a tutti voi.  

Across the University Festival Padova: foto dei volontari
Across the University Festival, i volontari

«Credo che tutti siano in grado di confermare che una delle caratteristiche più emozionanti della vita è che è sempre imprevedibile. Soprattutto quando ti fai dei piani. E la legge di Murphy ci insegna che più questi piani sono dettagliati, organizzati e soddisfacenti, più è alta la probabilità che tu non riesca a metterli in atto.

Quando ad ottobre 2019 io e lo staff di Across the University (un festival che si svolge ogni anno, da undici anni, a Padova, organizzato interamente da studenti universitari volontari) abbiamo iniziato a mettere giù le fondamenta del festival non ci saremmo mai e poi mai immaginati che avremmo dovuto annullarlo a tre settimane dall’inizio e tanto meno a causa di una pandemia.

Across the University quest’anno avrebbe dovuto prendere vita dal 16 al 22 aprile al Parco delle Mura di Padova. 7 giorni di musica, cultura e divertimento, per accogliere la primavera nel migliore dei modi possibili. Avrebbe dovuto ospitare più di venti artisti italiani tra cui Tutti Fenomeni, Soviet Soviet, Birthh, Tropea e IRBIS 37. Ha richiesto mesi di duro lavoro per quasi 50 studenti volontari dell’Università di Padova. 50 ragazzi che hanno scelto di dedicare parte del loro tempo alla realizzazione di un evento che potesse celebrare non solo l’inizio della primavera ma anche la cultura nel suo senso più ampio, la cultura che piace  a noi, quella gratuita e accessibile a tutti, senza discriminazioni di alcun tipo.

D’improvviso, come un fulmine a ciel sereno, si è catapultato su di noi (e su molte altre realtà, purtroppo) il Covid-19. Un uragano che con un soffio ha spazzato via il lavoro di mesi e i sogni di tanti. Ciò ci ha portato, ovviamente, a scegliere di annullare il festival per questa primavera. Una scelta che ci ha messo non poco in difficoltà, perché non esiste un modo carino per dire ai tuoi collaboratori, nonché amici, che tutto quello su cui si sono concentrati negli ultimi tempi e su cui hanno sudato e buttato via ore ed ore, non potrà nascere e probabilmente in quella forma non nascerà mai.

Across the University Festival, Padova: immagine del pubblico
Across the University Festival, Padova

L’annullamento ha ovviamente significato il dover bloccare tutto ciò che era stato stabilito fino a quel momento. Comunicare agli artisti che non avrebbero potuto suonare, ai baristi che non avrebbero potuto lavorare, ai fornitori che non avrebbero potuto portarci i loro prodotti. Ai volontari che non avrebbero potuto fare ciò che li appassiona.

Sono tempi duri per chi come noi si impegna per mettere su qualcosa di grande. Per portare su un palco artisti che si crede meritino di essere ascoltati. Per chi utilizza l’arte e la cultura come mezzo di comunicazione di ideali e principi e non solo per guadagno. Sono tempi duri anche per tutti coloro che sono impossibilitati a salire su quei palchi e ad esprimere a tutti la propria identità e  a far sentire la propria voce. E’ inutile, o forse no, sottolineare quanto sia demoralizzante e quanto sia triste vedere realtà letteralmente al collasso a causa di un virus che lascerà segni indelebili sulla scena musicale italiana e sul percorso di tanti festival come il nostro.

Noi, però, abbiamo deciso di non farci abbattere e di cercare di recuperare quello che avevamo costruito ad ottobre (sperando di essere un po’ più fortunati). Il nostro festival rinascerà sotto una nuova forma. Dopo 10 anni come “Il primo festival della Primavera Padovana” in via del tutto eccezionale diventerà il primo festival dell’autunno. Stiamo tutti cercando di farci forza come possiamo e ci siamo già messi al lavoro, rigorosamente dai nostri salotti e dalle nostre camerette, per cercare di recuperare, dove possibile, quello che avremmo voluto mettere su a metà aprile.

E’ emozionante vedere come la passione, nel nostro caso per la musica e la cultura, riesca a metterci in moto anche quando tutto quello su cui facevamo affidamento sembra dato per perso. E’ ancora più emozionante assistere a come decine e decine di realtà italiane tra cui festival, club, artisti e professionisti del settore si siano coalizzati per cercare di superare insieme questo grande scoglio. L’unione fa la forza, ora più che mai.

Mi piacerebbe infine trasmettere un messaggio a chi si è malauguratamente trovato nella nostra stessa situazione. Non date tutto per vinto, non arrendetevi. Caricatevi questo grosso zaino in spalla e continuate a lavorare, trasformatevi, ma non lasciatevi morire lentamente. L’Italia ha bisogno di persone come voi che portino contenuti veri e ha bisogno di luoghi in cui la cultura possa sbocciare.

Vorrei lanciare anche un piccolo appello a chi stava pensando di far partire dei progetti: fatelo e non tiratevi indietro. Mai come ora a noi tutti servono “ventate di aria fresca” e tanta speranza. Speranza che tutto possa tornare come prima, il prima possibile.» 

Across the University Festival, Padova: concerto
Across the University Festival, Padova

Lettera a a cura di Marta Caporaletti (Across the University) 

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