Benvenuti nella jungla musicale di Paul Giorgi

Benvenuti nella jungla musicale di Paul Giorgi

Tra il sentimentale e l'urbano-tropicale, "Tigre" è il singolo di debutto di Paul Giorgi.

Tigre è il singolo di debutto di Paul Giorgi pubblicato per Le Siepi Dischi, Believe Digital. Un progetto atipico che, tra influenze che derivano dal lo-fi americano, dall’indie-rock britannico e dal cantautorato italiano, svela il mondo sentimentale urbano-tropicale di Paul Giorgi, che ci fa entrare nella sua personalissima giungla musicale in attesa di un disco di prossima uscita. 

Leggiamo nella tua biografia che hai iniziato a suonare da piccolissimo. Com’è successo?

Non lo so bene neanche io. Mio fratello cantava io suonavo la tastiera. Ricordo un po’ vagamente la storiella delle note e della chiave di violino che mi raccontarono uno dei primi giorni. Mi ha sempre divertito suonare anche se non sono mai stato un fenomeno. Quando poi alle medie ho iniziato a suonare la chitarra con altri ragazzi ho capito che mi piaceva proprio tanto.

Su Spotify ti definisci “Ascolano di nascita come le olive”. In che modo la tua città ha influenzato il tuo percorso artistico? Ci sono ad Ascoli dei posti, delle persone o una scena musicale a cui ti sei sentito (o ti senti tutt’ora) vicino?

E’ una domanda difficile. La mia è una città molto particolare. Ma nel suo essere mi ha sicuramente insegnato molto, nel bene e nel male. Ci piace il cibo buono, passeggiare su e giù per le strade, curare molto l’aspetto di ciò che siamo. Però sotto le feste diventiamo un presepe di bellezza. Un’altra cosa che mi piace davvero tanto della mia città è ciò che la circonda: un paesaggio spigoloso di colline e montagne che ci accolgono nel loro ventre. E ci sono molti luoghi dove poter respirare e altrettanti amici e musicisti che adoro e che vorrei salutare.

Il tuo singolo di debutto si chiama “Tigre”. Cosa ti ha portato a scrivere questo brano?

Ho scritto questo pezzo dopo un’estate in cui mi sono sentito probabilmente “libero”. Avevo preso delle decisioni, mi ero trasferito in campagna e stavo vivendo una storia un po’ complicata. E la paura del buio credo sia stata per me la paura di sentirmi in qualche modo fragile. Tigre è un po’ tutto questo, una figura sensuale ma feroce.

Se potessi scegliere, a quale regista della storia del cinema faresti girare il tuo prossimo videoclip?

Luca Guadagnino.

Cosa ascolti in questo periodo?

Mi lascio guidare dalla Discover Weekly sul mio Spotify poi quando un brano mi prende cerco di ascoltare il più possibile di quell’artista. Gli ultimi 3 brani che ho messo un cuoricino sono: Bar Italia dei Pulp, Walk You Home di Sir Chloe, UFO di Jim Sullivan.

Quali sono le tre cose di cui la tua giungla musicale non potrebbe fare a meno?

Lampade a luce calda, la mia chitarra classica a 5 corde, il banano che ho in studio.

Chi è Paul Giorgi

Paul Giorgi nasce il 19 maggio del 1995 ad Ascoli Piceno nelle Marche.
Inizia a fare musica all’età di 5 anni. Esce dalle superiori e, nonostante la passione per la musica, si iscrive a ingegneria. Nel frattempo, però, si diploma anche in chitarra con la Music Academy e un giorno si imbatte per caso in un concorso musicale nel quale vince una borso di studio per autori al Cet di Mogol. Nel mentre, la carriera universitaria va male e la lascia per dedicarsi completamente alla musica nel duplice ruolo di cantautore e produttore per altri artisti della sua città. Nel 2020, rimasto a casa il più del suo tempo per un virus diffuso su scala globale, scrive e registra un album “animalesco” che verrà seguito dall’ennesima etichetta indipendente e che vedrà la luce nel corso di quest’anno.

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