Dove nascono le idee – A casa di Croce Atroce

Se vi piacciono gli artisti fuori dagli schemi, venite con noi a curiosare a casa di Croce Atroce.

È uscito venerdì 19 marzo 2021 Alda Merinos, primo album della Croce Atroce, anima del Toilet di Milano e drag queen fuori dagli schemi. Un disco decisamente atipico che si impone di non rispettare nessun dettame o logica di mercato: un album lunghissimo, più di venti tracce, nessun singolo ad anticipare il progetto, senza regole; prendere o lasciare. Alda Merinos è un album che ci introduce quindi in un nuovo straniante mondo, incredibilmente sfacciato, un «audiolibro di filastrocche elettroniche», un frizzante sottosopra la cui mission principale è quella di restituire una rappresentazione sincera e onesta di tutte le sfumature della bandiera rainbow. Siamo stati a casa di Croce Atroce in provincia di Bergamo ed ecco com’è andata. 

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Ci racconti la storia di come si sono ammassati tutti quei dischi?

Intendi quelli di Erik (mio marito) in garage? Fa il DJ da oltre vent’anni, prima non esisteva il digitale, nemmeno i CD, quindi si usava il vinile. Poi sai com’è, il PVC ha il suo fascino. Come oggetti sono davvero fantastici: le copertine, le grafiche, il formato oversize rispetto agli altri supporti. Il vinile non è mai da rivendere né tantomeno da buttare, quindi collezionarli viene in automatico.

L’idea di creare il progetto musicale della Croce Atroce è nata in questa casa?

Se non ricordo male no, è nata a casa di Zelmo durante la cena di Capodanno. Eravamo a casa sua per la puntata speciale di fine anno di Vodkaiconic, la trasmissione radio che conduciamo. Abbiamo condotto seduti a tavola a fine cena e, tra un bicchiere e l’altro, abbiamo iniziato a parlare di musica e di un possibile progetto, ed eccoci qua.

Come hai vissuto la prima quarantena? Qual era la tua postazione di lavoro?

Ovviamente a casa come tutti, venivamo da un periodo familiare complesso, pertanto abbiamo dedicato tutto quel tempo alla sistemazione della casa. La mia postazione è poi arrivata col tempo: era (ed è rimasta) in taverna, dove ho tutta l’attrezzatura che mi permette di portare avanti il mio lavoro da grafico. Tutto quello che mi serve per il drag, invece, è sparpagliato ovunque. Ho un bagno dedicato al trucco e una stanza dove tengo tutti gli abiti e scarpe. Praticamente ho invaso la casa!

Chi ha scelto la tenda della doccia con le paperelle?

Io ovviamente! In quell’angolo di casa serviva un tocco di colore e di scemenza. Mi piacciono gli arredi super studiati, ma alla fine vince sempre il mio animo pop di bassa lega.

A chi dice che forse hai troppi vestiti cosa rispondiamo?

Rispondiamo che è vero, ma anche che un personaggio drag cambia e si evolve, pertanto tanti vestiti non li indosso più e ne arriveranno di nuovi. Pensavo poi di regalare quelli scartati alle nuove promesse: prima ero più legato ad alcuni pezzi, pensavo addirittura che non li avrei mai abbandonati. Ora credo che sia più utile avere dello spazio libero, piuttosto che conservare cose che si trascinano ricordi dei tempi andati. Non sono un tipo nostalgico, all’acqua passata preferisco la novità.

Quando ti sei avvicinata alla musica e quando hai capito che sarebbe stata una parte importante della tua vita?

Ho sempre ascoltato musica e ho sempre avuto amici musicisti. Direi che non c’è mai stato un momento in cui ho capito che la musica fosse importante per me: c’è sempre stata. In casa con i miei giravano vinili e cd, soprattutto mio padre ha sempre ascoltato dalla classica al cantautorato americano e italiano, ma la mia musica preferita era la musica black. Amavo Tina Turner. Poi il pop, Madonna e Michael. Ho sempre avuto un impianto stereo, sempre.

Cosa ti ha lasciato la figura di Madonna?

Eccoci qua. Ci sarebbe tanto da dire ma la voglio far breve. Madonna per me è indipendenza e coraggio, Pop all’ennesima potenza e provocazione, maleducazione e sfacciataggine. Ma sopra ogni cosa ha sfornato un botto di capolavori. Ce la ricorderemo per sempre. Ah sì, è un’ally perfetta, la prima a parlare di argomenti “scomodi”, di sesso e hiv, cruising e bondage, in anni “pericolosi”. La amo, vorrei avere quel pelo sullo stomaco.

Quando tornerai ad esibirti come drag? Hai tutto pronto?

In realtà non ho mai staccato, anche io ho usato i social e i palchi digitali. Presto torneremo anche col Toilet, ovvero al Black Hole di Viale Umbria a Milano. Onestamente non vedo l’ora, più che di esibirmi, di aver a che fare con la gente. Ho voglia di quelle chiacchiere sane che si fanno nei bar e nei club, quelle che ti allontanano dalle grane della vita e ti avvicinano alla dimensione del sogno che tutto sta andando bene. Detto questo, ora ho sicuramente più materiale inedito da sfruttare quando faccio lipsync, perché raga, avete presente il disastro della Croce da vivo?

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