Dove nascono le idee – A casa di Giorgio Ciccarelli

Dove nascono le idee – A casa di Giorgio Ciccarelli

"Sei qui" è il nuovo singolo di Giorgio Ciccarelli, cantautore ed ex chitarrista degli Afterhours. Per l'occasione siamo stati a trovarlo a casa sua a MIlano.

"Sei qui" è il nuovo singolo di Giorgio Ciccarelli, cantautore ed ex chitarrista degli Afterhours. Per l'occasione siamo stati a trovarlo a casa sua a MIlano.

Esce oggi venerdì 1 ottobre 2021 per Le Siepi Dischi (in distribuzione Believe Digital) il brano Sei qui, il nuovo singolo dell’oscuro chitarrista rock Giorgio Ciccarelli, ex chitarrista degli Afterhours e fondatore dei Sux!.

Il brano anticipa il terzo album in uscita il 29 ottobre 2021 dal titolo Niente demoni e Dei. Un nuovo capitolo per il chitarrista, cantante e compositore che rinnova qui la collaborazione con lo scrittore e autore di testi Tito Faraci e con il produttore Stefano Keen Maggiore (Immanuel Casto, Romina Falconi, The Andre). Un nuovo Giorgio Ciccarelli, un nuovo mondo di rock ed elettronica mai sentito prima e finalmente svelato.

Siamo sulla linea rossa, quartiere Giambellino/Lorenteggio a Milano. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui a casa sua, ed ecco come è andata.

Come ti trovi in questo quartiere? Quali sono gli spot dove ci porteresti?

Mi trovo molto bene! È il mio grande paesone, dove mi muovo con estrema agilità, già, perché qui ci sono nato e cresciuto, l’ho visto svilupparsi, degradarsi e ancora svilupparsi. Ora addirittura ci stanno costruendo una metropolitana, la M4, per cui ci si attendono nuovi sviluppi positivi…

Uhm, dove ti porterei? Diciamo che la zona Lorenteggio/Giambellino non offre gran che dal punto di vista dell’aggregazione sociale, né tantomeno dal punto di vista architettonico, però ti porterei volentieri a fare un giro in piazzetta Berlinguer, ristrutturata da qualche anno e oggi punto di incontro e di incrocio tra generazioni diverse del quartiere. E’ una piazza pensata per essere vissuta ed occupata dalla gente, con un ampio spazio per muoversi, per giocare, per chiacchierare; ci sono panchine, un punto di noleggio bici, una libreria, una birreria, una toasteria, insomma un luogo di ritrovo moderno e direi anche il più “cool” della zona. Per essere invece un po’ più proletario, ti porterei a fare un giro al campo olimpia, che è un magnifico e storico luogo di aggregazione unico nel suo genere, una specie di oratorio laico. Un parco con giochi per bambini, con campo da calcio, basket, pallavolo e con un piccolo bar. L’Associazione Campo Olimpia è nata 45 anni fa da un gruppo di genitori del quartiere (ora nonni) che ha preso in gestione questo spazio del comune e l’ha fatto diventare un punto di ritrovo e di unione per bambini, famiglie e ragazzi, ovviamente io ci ho passato la mia infanzia e così i miei figli… Pensandoci bene, ti porterei anche a fare un giro al mercato comunale del lorenteggio, con una puntatina alla casetta verde di via odazio, dove spesso ci sono iniziative interessanti, lì c’è anche un orto gestito dagli abitanti del quartiere e una piccola biblioteca comunale, con un bellissimo spazio verde interno. Infine andiamo a mangiare un trancio di pizza al mitico Blow Out di largo Gelsomini, una pizzeria da asporto che resiste da più di trent’anni nel quartiere…

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Qual è l’ultima idea geniale che ti è venuta passeggiando al parco?

Di idee geniali non me ne vengono mai, né quando passeggio, né quando sono alla ricerca di idee geniali. L’ultima idea in ordine cronologico che mi è venuta è stata quella di voler mettere le zanzariere alle finestre, perché un’altra estate con vagonate di zanzare in casa, non so se me la sento di affrontarla. Ecco, vedi, non certo un’idea geniale…

Cosa contiene il tuo “studio”? E quanto tempo ci passi ogni giorno?

Il mio studio è piccolo, ma zeppo di roba, fino all’inverosimile: c’è un pianoforte verticale, diverse chitarre (acustiche ed elettriche), un basso, una chitarra baritono, una batteria muta, una tastiera vintage (l’Oberheim Matix-6), decine di pedali per chitarra, poi un computer, scheda audio, 2 casse NS 10, un giradischi Technics, un lettore cassette a nastro un lettore DAT, tanti vinili, tanti cd, tante musicassette, tante cassette DAT e tanti libri, ma sicuramente dimentico qualcosa… Direi che ci passo la maggior parte del mio tempo o cerco di passarcela.

Leggi anche: Dove nascono le idee – A casa di Henna

Hai passato la quarantena qui? Com’è andata?

Sì, certo, ho passato la quarantena a casa con compagna in telelavoro e tre figli in DAD. Direi che a parte i problemi di connessione e la ricerca continua di un device libero, è andata bene. Ecco, non ci siamo sentiti per niente soli, anzi è stato difficile riuscire a trovare un momento e un luogo per starsene un po’ a fare i conti con se stessi. Per la verità il luogo deputato c’era ed era il bagno, ma essendo in 5 con un bagno solo, è stata una battaglia continua per accaparrarselo…

Milano è ancora una città accogliente per fare musica? 

Non so risponderti, perché è tutto fermo da febbraio del 2020. Fino ad allora la tendenza era quella di chiudere i locali che facevano musica dal vivo, in pochi resistevano ancora. Ora, il covid ha spazzato anche quelli. A tal proposito, sono molto curioso di vedere cosa succederà quest’autunno, quando in teoria, riapriranno i posti al chiuso, soprattutto vorrei capire quali saranno questi posti…

Cosa puoi raccontarci del tuo prossimo album?

Ti racconto che sarà un album elettronico, compatto, scuro e cupo, che risentirà pesantemente della situazione delirante che abbiamo vissuto in quest’ultimo anno e mezzo, sia a livello musicale che testuale. Sarà un disco di un chitarrista nel quale non ci sono chitarre e sarà anche una scommessa…

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