Intervista a Cecco e Cipo: da X Factor all’isola di Baffin parliamo d’amore

Irriverenti e romantici: Cecco e Cipo tornano con un nuovo singolo che parla d'amore e di una cartolina della Groenlandia.

I due eschimesi dell’Isola di Baffin è il nuovo capitolo di Cecco e Cipo che anticipa il loro quinto album di inediti. Il duo ha conquistato l’attenzione mediatica durante le audizioni dell’ottava edizione di X Factor con una performance irriverente e cliccatissima. Con 4 album all’attivo che contano oltre 4 milioni di stream su Spotify e centinaia e centinaia di concerti in tutta la penisola, Cecco e Cipo negli anni si fanno conoscere e apprezzare da un pubblico sempre più ampio grazie alla loro peculiarità: l’arte del racconto, un talento innato per lo storytelling che li contraddistingue fin dagli esordi, portato avanti nei loro brani attraverso formule sempre pungenti e ironiche.

Quando avete capito che dovevate suonare insieme?

Non c’è stato un momento preciso in realtà. La cosa si è definita piano piano; abbiamo cominciato scherzando e più che altro cercando di emulare i cantautori del passato che noi adoriamo. Purtroppo la resa delle cover era piuttosto deludente e, per non offendere nessuno, abbiamo preferito iniziare a scrivere produzioni nostre. Diciamo comunque, che ci siamo resi conto della nostra forza poco più tardi, esattamente nello stesso in cui abbiamo capito che Cecco avevo bisogno di me sul palco, e lui di me. Da soli, separati, non avremmo mai avuto la forza di provare questa strada.

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Quali sono i vostri ruoli all’interno del duo? Chi vuole avere sempre l’ultima parola?

Siamo il giorno e la notte e questo ci equilibra molto, sia sul da farsi, sia sui testi, sia sul palco. Entrambi abbiamo trovato la nostra dimensione sul palco e abbiamo capito come gestirla al meglio. Io (Cipo) sono la parte più “movimentata” e scatenata sul palco, Cecco, è la parte pacata, che parla poco, ma dice cose giuste al momento giusto. Io, cerco sempre il suo sguardo per cercare appoggio, lui, aspetta che lo faccia.

Qual è l’album che portereste con voi su di un’isola deserta?

Io porterei senza alcun dubbio il disco Rimmel di De Gregori, se ci fosse modo di ascoltarlo in versione vinile ancora meglio, Cecco invece non può stare molto tempo senza ascoltare Il sogno eretico di Caparezza, dice gli piaccia proprio tanto quell’album.

Cosa ricordate di positivo e cosa di meno positivo (se c’è) dell’esperienza vissuta ad X-Factor? 

Di positivo c’è stato sicuramente il successo inaspettato (e insperato) e la grande gioia di poter suonare in tutta l’Italia poco dopo. Siamo arrivati lì assolutamente a mani basse, pensavamo che la regia non avrebbe fatto vedere nemmeno un capello della nostra esibizione, invece ci hanno dato un sacco di spazio! Anche la reazione della gente è stata una piacevole sorpresa, la standing ovation in diretta per un brano che prima non si filava nessuno, la voglia di saperne molto di più su di noi (e non fermarsi solo al video della nostra prima esibizione) e andare a cercare i nostri due album già pubblicati, e anche le amicizie che sono nate quel contesto ce le portiamo ancora addosso. Invece, di meno positivo, l’aver trovato la macchina svaligiata subito dopo il provino.

I due eschimesi dell’isola di Baffin: a cosa si riferisce il titolo del vostro ultimo singolo?

Baffin è un’isoletta canadese popolata da Inuit, è la vicina della Groenlandia. Ne sono venuto a conoscenza da piccolo, in classe, perché avevo la cartina geografica accanto al mio banco. Gli davo un’occhiata quando mi annoiavo, insomma. Per il testo la faccenda è un po’ più complicata…o forse no! Semplicemente, mi piaceva parlare di una cosa di cui non si parla mai, o con difficoltà (il niente), mescolata con una cosa della quale si parla sempre (l’amore).

Vi considerate dei romantici?

Molto, moltissimo, forse troppo.

Esiste una scena musicale toscana in cui vi riconoscete?

Ci piace considerarci unici nel nostro genere, infatti non abbiamo trovato neanche una categoria musicale più ampia alla quale appartenere e sembra che neppure la gente riesca a classificarci! Però, se proprio vogliamo dirla tutta, se ci paragonate all’ironia semplice, dolce e malinconica del Nuti, ci fate un grossissimo complimento.

Come definireste la vostra musica? 

Per molti, ma non per tutti. Grazie.

Ascolta Cecco e Cipo nella playlist dedicata alle nuove uscite dell’indie italiano:

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