La Milano di Lorenzo Vizzini è quella in cui tutti vorremmo tornare

La Milano di Lorenzo Vizzini è quella in cui tutti vorremmo tornare

Lorenzo Vizzini ci accompagna per le strade della sua città e ci fa innamorare del suo nuovo album, "SuXMario".

Lorenzo Vizzini ci accompagna per le strade della sua città e ci fa innamorare del suo nuovo album, "SuXMario".

Lorenzo Vizzini è un cantautore e autore di 27 anni d’adozione milanese. Nella sua vita succede che quando aveva 18 anni, Ornella Vanoni sceglie più di un suo testo da cantare, poi qualche Sanremo come autore e qualche disco di inediti, tra cui anche l’ultimo SuXMario, pubblicato il 26 marzo per Uma Records e Sony Music. Milano è il titolo di un brano di quest’album, ma anche la città dove lo abbiamo incontrato: tra la Darsena e il kebabbaro di Porta Genova. 

Qual è la cosa più bella che ti è successa a Milano, nonostante la pandemia?

Che quest’anno ho adottato un cane. Ormai è vecchietto, ha 11 anni, ma ogni mattina si sveglia e ha il triplo della mia energia. Mi mette in crisi.

Perchè Milano è la città giusta per fare musica? Più di Roma?

Nel mio caso lo è per moltissimi motivi, principalmente scrivo per e con altri artisti e il mio editore è qui a Milano. Ci sono tante comodità e tante opportunità discograficamente a Milano, è indubbio. Però allo stesso tempo credo che ormai si può stare ovunque per fare bella musica. A Roma c’è una scena bellissima e tantissime cose interessanti degli ultimi anni sono nate lì, così come a Bologna, Torino, Napoli, ma anche in Calabria, in Puglia e in Sicilia, che spesso vengono esonerate dal discorso. Secondo me la città giusta per fare musica è quella dove ci si trova meglio creativamente, specialmente in questo periodo.

Il localino che non conosce nessuno, ma tu sì?

Ce ne sarebbero un’infinità, però il cuore mi dice di indicarti la mia trattoria preferita, Sabbioneda da Romolo, il miglior brasato di manzo di tutta Milano. Altre due chicche sono la meravigliosa granita di ‘Na Ranita che mi fa dimenticare di non essere in Sicilia e poi gli aperitivi del Tong’s.

La Milano del tuo brano, è la stessa in cui vuoi tornare?

Sì. Quello che più soffrivo nel brano forse era una certa alienazione che sentivo, ma questo non toglie che Milano mi piaceva e mi piace. Anzi ti ammetto che vedere tanti locali storici chiusi mi ha messo una tristezza enorme. Io spero che tutto possa tornare come e meglio di prima. Milano avrà diversi limiti, com’è normale che sia, ma è una città unica in Italia per quello che sa offrirti.

SuXmario nasce durante il periodo della quarantena?

In realtà sono tutti brani nati nel 2016. Poi, per tanti motivi, il disco è uscito solo quest’anno. C’è solo un brano che non è stato scritto in quel periodo, Karma. In effetti quello l’ho scritto nel 2020, proprio all’inizio del primo lockdown, infatti è anche citato quel periodo, anche se non troppo esplicitamente.

C’è qualcosa che sicuramente non ti manca di tutto quello che c’era prima?

Quello senza dubbio. Ti dico la prima che mi viene in mente? Il traffico.

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