La musica italiana contro il logorio da quarantena

La musica italiana contro il logorio da quarantena

Mentre il governo italiano adotta misure straordinarie per arginare la diffusione del Coronavirus, la scena musicale si dà appuntamento sui social network.

Mentre il governo italiano adotta misure straordinarie per arginare la diffusione del Coronavirus, la scena musicale si dà appuntamento sui social network.

I decreti ministeriali volti a contrastare la diffusione del contagio da Covid-19 colpiscono anche il settore dell’industria musicale. Allo sconcerto iniziale, causato dall’annullamento di un numero esorbitante di spettacoli live su tutto il territorio nazionale, seguono una serie iniziative di sensibilizzazione – corredate da concerti in streaming – che fanno capo alla campagna #IoRestoACasa.

#IoSuonoDaCasa

Poiché in questi giorni è più che mai fondamentale rimanere all’interno delle proprie case per dare un freno al diffondersi del virus, gli artisti italiani si esibiscono in una serie di concerti in streaming su Instagram e Facebook. L’obiettivo è quello di mitigare l’ansia del contagio e tenere compagnia ai propri fan, il tutto a “distanza di sicurezza”. A questo proposito Gianna Nannini, tra le prime ad aderire all’iniziativa, punta il riflettore su un problema che accompagna la diffusione del virus e che ha a che fare con le relazioni umane:

#ACasaConVoi di Rockol

Dall’immediato successo dell’hashtag #IoSuonoDaCasa, condiviso in maniera trasversale da artisti noti e meno noti, prende forma la campagna #ACasaConVoi. L’iniziativa lanciata da Rockol e in seguito appoggiata da All Music Italia, Onstage, Newsic, Frequenza italiana e altri protagonisti dell’informazione musicale in rete, è appoggiata da Friends & Partners, leader nel settore della musica live e degli eventi. Tra gli artisti che vi aderiscono: i Modà, Nek, Piero Pelù, Gianna Nannini, Zucchero, Emma, Francesco Renga e molti altri.

I concerti in streaming

Il Ministero per i beni e le attività culturali promuove invece L’ Italia Chiamò, una maratona in streaming nata per raccontare come reagisce l’Italia ai tempi del coronavirus, con annessa raccolta fondi.

Jovanotti lancia il format Jova House Party che ricalca in quanto ambizione e lunghezza (più di 3 ore la prima diretta) il Jova Beach Party dell’estate, con ospiti, musica e parole. Onstage promuove invece INRI, un calendario di live “casalinghi e acustici”, aperto dall’artista Bianco.

Come spiega AllMusicItalia, gli artisti trasmettono i contenuti più diversi:

Ogni artista farà più dirette e sceglierà che tipo di contenuto trasmettere. Una semplice chiacchierata, un’esibizione in acustico, un concerto solista, un tutorial, un reading, un chat doppia con un altro artista… insomma tanti momenti inediti e interessanti.

All Music Italia

Baby K ha organizzato un pigiama party in live streaming con i suoi fan, mentre Calcutta e Tommaso Paradiso si sono dati appuntamento su Instagram per scrivere una canzone.

Il successo dei concerti in streaming

Il successo delle iniziative è da collocarsi su due fronti. Da un lato, le tecnologie streaming permettono la trasmissione “live” dei contenuti, regalando agli utenti la sensazione di assistere a qualcosa di unico e irripetibile nel momento in cui accade. Questa caratteristica avvicina l’esperienza del live streaming a quella di uno spettatore in “prato gold”.

Dall’altro lato, gli strumenti di condivisione e interazione ospitati dai social network permettono la partecipazione diretta degli utenti. Poter comunicare (seppur virtualmente) con i propri beniamini, in un momento in cui le relazioni analogiche sono più che mai compresse, fa sentire meno soli.

Quella a cui assistiamo oggi è solo una delle tante mutazioni genetiche dell’industria musicale: dai vinili agli mp3, dai concerti live allo streaming sui social, la musica cambia supporto e modalità di fruizione adattandosi al momento storico, alle abitudini di consumo e all’evoluzione tecnologica. Ma non smette di suonare.

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